Abitare

A Firenze, chi lavora non può più permettersi di abitare.

La crisi abitativa non è un destino inevitabile. È il risultato di scelte politiche che per anni hanno preferito la rendita immobiliare al diritto alla casa. E i numeri sono implacabili.

1.113
€/mese
Canone medio bilocale a Firenze
618
€/mese
Costo medio stanza singola
86%
dello stipendio
Quanto può pesare l’affitto
627
sfratti
Nel 2024, oltre il 70% incolpevoli
14.000
famiglie
In attesa di casa popolare
7.600
assegnabili
Di cui effettivamente assegnabili

Quanto pesa l’affitto rispetto al salario?

Soglia sostenibilità
30%
Reale a Firenze
86%

La distanza tra queste due barre è il fallimento delle politiche abitative della città.

Firenze è la seconda città più cara d’Italia per gli affitti. Chi guadagna 1.300–1.500 euro netti — quando va bene — si trova a destinare fino all’86% del salario all’affitto. Nemmeno una coppia con due stipendi riesce spesso a coprire il canone medio di un bilocale.

Quando il salario non basta, arrivano gli effetti sociali. Nel 2024 ci sono stati 627 sfratti. Oltre il 70% riguarda casi di morosità incolpevole: persone che hanno perso il lavoro, travolte dall’aumento del costo della vita, che non riescono più a pagare l’affitto.

Questo si inserisce in un quadro più ampio di disagio abitativo, con circa 14.000 domande idonee per l’ERP (edilizia residenziale pubblica), di cui solo 7.600 assegnabili, e una lista d’attesa che non accorcia mai.

La casa è un diritto, non un privilegio. Chi non ha una casa non ha una città.

Atti depositati in Consiglio Comunale:

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